17 Aprile 2026
Gentile operatore del Terzo Settore,
il Centro Studi et de Milan segue con grande attenzione le evoluzioni normative e operative del Terzo Settore ed è a disposizione degli ETS per ogni approfondimento e per supportare enti e operatori nella corretta applicazione della disciplina fiscale di settore.
Oggi parliamo con i nostri Commercialisti, Avvocati, Revisori e Consulenti del Lavoro della non commerciabilità verso associati e soggetti assimilati chiarita con la Circolare 19 febbraio 2026, n. 1 dell’Agenzia delle Entrate.
L’impostazione fiscale del Codice del Terzo settore (CTS) si sofferma sui criteri che consentono di distinguere le attività non commerciali da quelle imponibili per associazioni del Terzo settore, organizzazioni di volontariato (ODV) e associazioni di promozione sociale (APS).
- Per le associazioni, il tema centrale riguarda il trattamento delle attività svolte verso associati e familiari conviventi, con la distinzione tra quote associative, prive di rilievo reddituale, e corrispettivi specifici, che possono, invece, assumere natura commerciale.
- Per le ODV, emergono regole speciali sulla non commercialità di alcune attività di sostegno svolte senza mezzi concorrenziali e sull’esenzione IRES dei redditi immobiliari destinati alle finalità istituzionali.
- Per le APS, il quadro si amplia ulteriormente, comprendendo la disciplina delle attività rese a iscritti e tesserati, le eccezioni su somministrazione e turismo, la vendita di beni donati e il regime degli immobili. Ne risulta una disciplina articolata, tecnica e selettiva, costruita per tutelare le attività di interesse generale.
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