05 Ottobre 2022
Il contenzioso bancario ha subito negli ultimi anni forte accelerazione.
Essere consapevoli dei propri diritti è il prodromo indispensabile ad esercitarli.
L’evoluzione giurisprudenziale di merito e le decisioni, anche a Sezioni Unite, della Corte di Cassazione hanno confermato, e in taluni casi aperto, percorsi difensivi a tutela degli imprenditori e consentito agli stessi di ripetere le somme indebitamente pagate al ceto bancario.
In questo la giurisprudenza si rivela giusta interprete delle intenzioni del legislatore che, sin dal 1993 e prima, si è centrato su un solo fondamentale obbiettivo: eliminare lo squilibrio nei rapporti tra Banche e clienti.
E’ un fatto che vi sia la necessità arginare la malpractice di molti Istituti che, nella qualità di contraenti forti ed in spregio alle norme di correttezza trasparenza e buona fede, impongono ed applicano condizioni contrattuali del tutto sbilanciate.
Così oggi, ad esempio, è possibile per l’imprenditore contestare con autorevolezza di pensiero la nullità dei contratti di mutuo fondiario per superamento delle soglie di finanziabilità, eccepire la nullità della capitalizzazione infrannuale anche prima del 31 dicembre 2013, contestare anatocismo nei mutui con ammortamento alla francese, contestare l’usura anche con riferimento agli interessi moratori.
Ancora più rilevanti le decisioni che, a tutela dei fideiussori, hanno dichiarato la nullità degli impegni sottoscritti se i moduli sono conformi al modello ABI 2003 (ancora oggi in uso presso molti Istituti anche primari), liberandoli così da gravosi oneri di pagamento assunti solo per l’insistenza della banca che finanzia il debitore principale.
Mi propongo di offrire all’imprenditore gli strumenti di conoscenza che gli consentano il recupero di somme indebitamente pagate e la liberazione da impegni assunti in violazione delle molte norme poste dall’ordinamento a sua tutela.
Avv. Emanuela Carissimi
Avvocato Diritto Bancario & Civile