25 Novembre 2025
I fringe benefit sono utilità corrisposte al lavoratore in natura, beni o servizi che costituiscono componente della retribuzione, ma beneficiano di esclusione dalle imposte per 1.000 euro e 2.000 euro per coloro che hanno figli fiscalmente a carico.
Il quadro normativo di riferimento è delineato dall’articolo 51, comma 3, del Tuir.
Giova a fine anno fare un controllino e verificare che quanto dato in quest’anno non sia superato anche per un solo euro dai predetti limiti, altrimenti l’intero importo dei benefit, non solo dell’eccedenza, dovrà essere assoggettato a tassazione e contribuzione e non varrà più la pena perché l lavoratore si troverebbe a dicembre una busta paga bassissima: tutti i fringe benefit diventerebbero imponibili per le imposte ( con figuraccia del datore di lavoro ).
Il rischio è tutt’altro che teorico: la pluralità di strumenti utilizzati dalle aziende – carte welfare, voucher digitali, rimborsi delle spese domestiche, omaggi natalizi – impone a fine anno una verifica integrata.
Attenzione ai limiti di non imponibilità ovvero la soglia deve essere verificata considerando tutti i rapporti di lavoro intercorsi nell’anno e occorre sommare tutti i benefit percepiti anche da precedenti datori di lavoro.
Se il limite per errore viene superato:
– ai fini fiscali, l’intero importo diventa imponibile (niente franchigia);
– ai fini previdenziali, ogni datore versa i contributi solo sui benefit da lui erogati.
Il nostro Centro Studi et de Milan con i suoi Commercialisti e Consulenti del Lavoro è attento a questi controlli. Ci chiami allo 02 71 5591 la mattina dalle 9,00 alle 13,00 per fissare un gradito appuntamento in Studio.