- Gli obblighi immediati in caso di infortunio
- La denuncia INAIL: tempi e modalità
- Indennità e coperture
- Responsabilità e i rischi connessi
- Prevenzione: la migliore strategia
- Domande Frequenti (FAQ)
- Conclusione
26 Maggio 2025
L'infortunio sul lavoro non consiste solamente in un evento spiacevole per il lavoratore, ma anche in una situazione che impone precisi obblighi legali e può avere significative ripercussioni economiche e reputazionali.
L'INAIL e la normativa italiana inquadrano l'infortunio sul lavoro come "qualsiasi evento traumatico avvenuto per causa violenta in occasione di lavoro, che determini l'incapacità del lavoratore". Gli elementi essenziali sono la lesione, la causa violenta e l'occasione di lavoro.
L’"occasione di lavoro" implica un nesso causale tra l'attività lavorativa e il rischio che ha portato all'infortunio. È importante notare che anche la colpa del lavoratore non esclude, di per sé, la qualificazione dell'evento come infortunio sul lavoro. Questa ampia interpretazione del concetto di "occasione di lavoro" sottolinea come la responsabilità del datore di lavoro per la sicurezza si estenda oltre i confini fisici dell'azienda e le azioni dirette del dipendente.
È importante distinguere l'infortunio da altri eventi per una corretta gestione e per individuare l'ente competente:
- Infortunio: danno da causa violenta insorto durante la prestazione lavorativa, di tipo violento e concentrato nel tempo. La competenza è dell'INAIL.
- Malattia professionale: patologia insorta lentamente, dovuta a cause con azione lenta sull'organismo, che non si concentra in un breve lasso di tempo e che è riconducibile alla prestazione professionale. Anche in questo caso, la competenza è dell'INAIL.
- Malattia comune: evento di causa non professionale che impedisce la prestazione lavorativa. La competenza è dell'INPS.
Un caso particolare è l’“infortunio in itinere”, ovvero quello che si verifica nel tragitto compiuto dal lavoratore per recarsi o tornare dal luogo di lavoro a casa, o tra un luogo di lavoro e l'altro in caso di rapporti plurimi, o ancora per recarsi al posto di abituale consumazione dei pasti se l'azienda non ha una mensa interna. È importante sapere che anche durante lo svolgimento dell'attività in smart working non si è esenti dalla possibilità di infortuni.
Gli obblighi immediati in caso di infortunio
Appena un infortunio si verifica, il lavoratore ha l'obbligo di avvisare immediatamente il datore di lavoro, spiegando come e dove è avvenuto, a prescindere dalla durata della prognosi.
Il medico che presta la prima assistenza è tenuto a rilasciare un certificato medico nel quale sono indicati la diagnosi e il numero dei giorni di inabilità temporanea al lavoro, trasmettendolo esclusivamente per via telematica all'INAIL. Il datore di lavoro riceverà dal lavoratore i dati di riferimento del certificato data di rilascio ed eventuale periodo di prognosi).
La denuncia INAIL: tempi e modalità
La denuncia di infortunio è un obbligo telematico verso l'INAIL. I termini sono tassativi e il mancato rispetto comporta sanzioni.
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Quando denunciare:
- Prognosi superiore a 3 giorni: La denuncia è obbligatoria e deve essere inviata telematicamente all'INAIL entro due giorni (48 ore) da quando si riceve dal lavoratore i dati di riferimento del certificato. Questo serve ad attivare le pratiche dell'INAIL per la tutela assicurativa.
- Rischio morte o decesso: Il termine si riduce a 24 ore.
- Inabilità inizialmente prognostica entro 3 giorni, poi prolungata: Se l'inabilità per un infortunio prognosticato guaribile entro tre giorni si prolunga al quarto giorno, bisognerà inviare una nuova denuncia entro due giorni dalla ricezione dei riferimenti del nuovo certificato medico.
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"Comunicazione di infortunio": Per infortuni che comportano un'assenza dal lavoro di almeno un giorno e sino a due giorni (escluso il giorno dell'evento), si ha l'obbligo di inoltrare all'INAIL, a fini statistici e informativi, la “Comunicazione di infortunio“.
La variabilità delle scadenze in base alla gravità dell'infortunio (24 ore, 48 ore o la comunicazione per prognosi brevi) richiede un protocollo interno chiaro e una valutazione immediata della situazione per agire con la necessaria rapidità. Un ritardo di poche ore può trasformare un adempimento conforme in una violazione sanzionabile.
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Dati essenziali: La denuncia telematica deve contenere: i riferimenti del certificato medico (numero identificativo, data di rilascio e i giorni di prognosi), le generalità del lavoratore, le cause e le circostanze dell'infortunio (anche eventuali deficienze nelle misure di prevenzione), il tipo e la precisa sede anatomica delle lesioni, e le ore lavorative e lo stipendio percepito nei 15 giorni precedenti. È fondamentale porre particolare attenzione alla descrizione delle cause e delle circostanze, poiché tale dichiarazione verrà valutata anche in relazione a eventuali violazioni delle norme sulla salute e sicurezza.
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Medico competente: informare sempre il Medico Competente quando si verifica un infortunio sul lavoro.
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Autorità di pubblica sicurezza e procura: In caso di infortuni gravi (prognosi definitiva superiore a 40 giorni) o mortali, si ha l'obbligo di denunciare l'incidente alle autorità di pubblica sicurezza (Questura o Carabinieri). Fortunatamente, il processo è stato semplificato grazie all'introduzione della denuncia telematica e alla collaborazione coordinata tra INAIL e Procura della Repubblica. In queste situazioni, intervengono anche le forze dell'ordine e il personale dell'ATS per ispezioni e accertamenti.
Indennità e coperture
In caso di infortunio, le spese e gli indennizzi sono coperti dall'INAIL, ma il datore di lavoro ha delle responsabilità economiche iniziali e di integrazione.
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Periodo di Carenza: I primi tre giorni di infortunio (il giorno dell'evento e i due successivi) sono a carico del datore, il cosiddetto "periodo di carenza". Per il giorno dell'infortunio, si è tenuti a garantire il 100% della Sua normale retribuzione giornaliera. Dal primo al terzo giorno successivo, il 60% della normale retribuzione, salvo condizioni migliorative previste nel CCNL applicato. Questo onere iniziale evidenzia come un infortunio comporti sempre un costo diretto per l'attività, indipendentemente dalla successiva copertura INAIL.
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Indennità INAIL: Dal quarto giorno, subentra l'INAIL. L'INAIL eroga un'indennità giornaliera calcolata sulla base della retribuzione media giornaliera:
- 60% della retribuzione media giornaliera dal 4° al 90° giorno di inabilità.
- 75% della retribuzione media giornaliera dal 91° giorno fino alla guarigione completa.
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Integrazione del Datore di Lavoro: Per i giorni successivi al 3°, si è tenuti a integrare l'indennità corrisposta dall'INAIL, nella misura prevista dal C.C.N.L. applicato dall'azienda. Questo significa che la copertura INAIL non sempre assorbe l'intero costo per il lavoratore, e si potrebbero avere obblighi di integrazione.
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Casi non coperti dall'INAIL: Alcuni infortuni, però, non rientrano nella tutela INAIL, come quelli derivati da comportamenti del lavoratore completamente estranei al contesto lavorativo, quelli simulati o in cui le conseguenze siano state intenzionalmente aggravate dal lavoratore stesso.
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Indennizzo in Capitale: Nel caso in cui l'infortunio causi una menomazione permanente, l'INAIL può erogare un indennizzo in un'unica soluzione, secondo la “Tabella indennizzo danno biologico in capitale”, in funzione dell'età, del genere e del grado di menomazione accertato sulla base della ”Tabella delle menomazioni”. Una volta che i medici ritengono che il lavoratore sia guarito, emetteranno un certificato di chiusura dell'infortunio, consentendo al lavoratore di riprendere il lavoro.
Responsabilità e i rischi connessi
Il principale obbligo come datore di lavoro è garantire un ambiente di lavoro sicuro e rispettare le normative sulla sicurezza sul lavoro per prevenire incidenti. La responsabilità del datore di lavoro che legittima una richiesta di risarcimento del danno differenziale spesso consegue alla violazione colposa delle norme sulla salute e sicurezza sul lavoro, con nesso di causalità rispetto alle violazioni degli artt. 589 e 590 del codice penale.
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Sanzioni Amministrative: L'omessa o tardiva denuncia di infortunio comporta pesanti sanzioni amministrative. Ad esempio, per infortuni con prognosi superiore a tre giorni, la sanzione può variare tra 1.000€ e 4.500€. Se l'infortunio provoca una prognosi di un solo giorno, la sanzione prevista oscilla tra 500€ e 1.800€. Altre violazioni, come la mancata elaborazione del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) o la mancata formazione dei lavoratori, prevedono sanzioni ancora più severe, inclusi l'arresto e ammende significative. La quantificazione di queste sanzioni evidenzia il rischio finanziario concreto derivante dalla non conformità.
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Responsabilità Penale: In caso di infortuni gravi (prognosi definitiva superiore a 40 giorni) o mortali, il datore di lavoro può essere soggetto a responsabilità penale, ai sensi degli articoli 589 c.p. (Omicidio colposo) e 590 c.p. (Lesioni personali colpose), se l'evento è causato da Sua negligenza o inosservanza delle normative di sicurezza. Le conseguenze possono includere pene detentive (reclusione variabile), sanzioni pecuniarie e inabilitazione. È importante notare che il comportamento imprudente dei lavoratori non adeguatamente formati non esonera mai dalla responsabilità.
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Delega di Funzioni: Sebbene il datore possa delegare alcune funzioni in materia di sicurezza a soggetti qualificati all'interno dell'organizzazione, la delega non lo esonera completamente dalla responsabilità. Il datore ha l'obbligo di selezionare persone competenti per le funzioni delegate e di vigilare sul loro operato, assicurandosi che le misure di sicurezza siano effettivamente applicate. Questo principio sottolinea che la vigilanza e la responsabilità finale sulla sicurezza rimangono sempre in capo al datore di lavoro.
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Azione di Regresso (Rivalsa) dell'INAIL: L'INAIL ha il diritto di esercitare l'azione di regresso nei confronti del datore per le somme pagate al lavoratore infortunato, quando l'infortunio sia avvenuto per violazione delle norme di sicurezza sul lavoro e il fatto costituisca reato perseguibile d'ufficio. Questa azione può essere esperita non solo verso il datore di lavoro, ma anche verso i soggetti responsabili o corresponsabili dell'infortunio a causa della condotta da essi tenuta in attuazione dei loro compiti. Questo significa che l'INAIL può recuperare dal datore le somme erogate, creando un onere finanziario aggiuntivo in caso di negligenza.
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Il Danno Differenziale: Oltre all'indennizzo INAIL, il lavoratore ha il diritto di richiedere al datore di lavoro, il risarcimento del "danno differenziale". Questo rappresenta la differenza tra quanto indennizzato dall'INAIL e la somma che spetterebbe al lavoratore applicando le usuali tabelle di liquidazione del danno biologico. Questo risarcimento può includere danno biologico (temporaneo e permanente, anche inferiore al 6%), danno morale (il "turbamento dello stato d'animo") e danno esistenziale (il pregiudizio che altera le abitudini e gli assetti relazionali di una persona). Spesso, il datore di lavoro ha una propria assicurazione per coprire questo rischio. Questo rischio finanziario residuo, non coperto dall'INAIL, sottolinea l'importanza di una solida assicurazione di responsabilità civile e di un'attenzione costante alla prevenzione.
Prevenzione: la migliore strategia
La prevenzione non è solo un obbligo legale, ma la strategia più efficace per proteggere l'attività e i collaboratori. Investire nella sicurezza significa minimizzare i rischi di infortuni, evitare sanzioni e preservare la produttività.
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Valutazione dei Rischi (DVR): Il primo passo è identificare tutti i rischi presenti nell'ambiente di lavoro e redigere o aggiornare il Documento di Valutazione dei Rischi (DVR), come richiesto dagli artt. 17 e 28 del D. Lgs. 81/2008. La mancata predisposizione del DVR è di per sé un elemento di colpa grave e comporta sanzioni significative. La documentazione e la dimostrabilità delle azioni di sicurezza sono tanto cruciali quanto le misure stesse.
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DPI e Attrezzature: Fornire ai lavoratori Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) idonei e verificare il loro corretto utilizzo è essenziale.
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Formazione e Informazione: La formazione in questo campo può essere promossa attraverso la comunicazione interna, workshop di sensibilizzazione o programmi di incentivazione e riconoscimento per il rispetto delle norme di sicurezza.
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Sorveglianza Sanitaria e Manutenzione: Garantire la sorveglianza sanitaria periodica per i lavoratori esposti a rischi specifici (artt. 41-45 del D. Lgs. 81/2008) e assicurare la verifica periodica e la manutenzione di impianti, macchinari e attrezzature, garantendo il rispetto delle normative tecniche, sono obblighi inderogabili.
Domande Frequenti (FAQ)
Cosa succede se il lavoratore non avvisa subito dell'infortunio?
Il lavoratore ha l'obbligo di avvisare il datore immediatamente. Se non lo fa, e il datore non viene a conoscenza dell'infortunio in tempo utile per la denuncia, la responsabilità per la mancata denuncia potrebbe ricadere su di Lui. Tuttavia, non viene a conoscenza dell'infortunio anche in un secondo momento, l'obbligo di denuncia spetta comunque al datore, e il lavoratore può persino presentarla personalmente all'INAIL fornendo una copia del certificato medico.
Si può delegare le funzioni di sicurezza?
Sì, si può delegare alcune funzioni in materia di sicurezza a soggetti qualificati all'interno dell'organizzazione, la legge lo permette. Tuttavia, la delega non esonera completamente il datore di lavoro dalla responsabilità, in quanto mantiene l'obbligo di selezionare persone competenti per le funzioni delegate e di vigilare sul loro operato, assicurandosi che le misure di sicurezza siano effettivamente applicate.
L'infortunio in smart working è coperto?
Sì, anche durante lo svolgimento dell'attività in smart working non si è esenti dalla possibilità di infortuni. La normativa vigente prevede la copertura INAIL anche per gli infortuni in smart working, sebbene dalla normativa vigente non sia previsto per il lavoro agile il controllo della regolarità dell'applicazione del rispetto delle condizioni di sicurezza in carico agli esperti del SPP (Servizio di Prevenzione e Protezione).
Conclusione
Gestire un infortunio sul lavoro è un processo complesso che richiede attenzione, conoscenza e tempestività. Prevenire è sempre la migliore strategia, ma saper agire correttamente in caso di incidente è altrettanto vitale.
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