10 Settembre 2026
Per decenni, chi voleva esercitare una professione regolamentata insieme ad altri colleghi aveva sostanzialmente una sola strada praticabile: lo studio associato. Un modello semplice, ma con un limite strutturale importante — nessuna vera soggettività societaria, responsabilità illimitata per ciascun professionista, incarichi affidati sempre alla persona fisica e non alla struttura. Dal 2013 esiste un'alternativa più moderna: la Società tra Professionisti (STP), che consente di esercitare la professione con una vera e propria veste societaria, capitale sociale, responsabilità limitata (a seconda della forma scelta) e una governance strutturata.
Dal 3 gennaio 2026, inoltre, le regole che disciplinano chi può controllare una STP sono cambiate in modo significativo, rendendo questo strumento ancora più accessibile per molti studi professionali che prima trovavano il vincolo di governance troppo rigido. In questa guida vedremo cos'è davvero una STP, come funziona rispetto al più tradizionale studio associato, quali sono le novità 2026 e come si costituisce concretamente.
02 Settembre 2026
Chi decide di strutturare un'attività sportiva dilettantistica — una scuola calcio, una palestra, un centro yoga, un'associazione di volontariato sportivo — si trova quasi subito davanti a una scelta che condizionerà per anni la gestione fiscale, amministrativa e patrimoniale dell'ente: ASD o SSD? Le due sigle vengono spesso usate come se fossero intercambiabili, ma dietro nascondono due forme giuridiche profondamente diverse, con implicazioni molto concrete su responsabilità, costi e possibilità di accesso alle agevolazioni fiscali.
A complicare ulteriormente il quadro, la Riforma dello Sport (D.Lgs. 36/2021 e successivi correttivi) e l'introduzione del RASD, il nuovo registro nazionale che ha sostituito il vecchio Registro CONI, hanno cambiato in modo sostanziale le regole del gioco negli ultimi anni. In questa guida vedremo cos'è un'ASD, cos'è una SSD, quali sono le differenze principali, come funziona oggi il regime fiscale agevolato e quale forma conviene scegliere in base alla propria realtà.
02 Settembre 2026
"Possiamo dare i buoni pasto anche ai nostri collaboratori con Partita IVA?" È una domanda che arriva sempre più spesso da aziende che lavorano con consulenti esterni, collaboratori continuativi o freelance stabilmente inseriti nell'organizzazione, e che vorrebbero estendere loro lo stesso trattamento riservato ai dipendenti.
La risposta, però, non è un semplice sì o no: dipende dalla natura del rapporto di collaborazione, e questo è esattamente il punto su cui la maggior parte dei contenuti disponibili online genera confusione, spesso mescolando due situazioni fiscalmente molto diverse. In questa guida vedremo quando un'azienda può davvero dare buoni pasto a un collaboratore con Partita IVA, come funziona per il libero professionista "puro", e come strutturare correttamente questo benefit senza incorrere in contestazioni.
11 Agosto 2026
Dimenticare una scadenza fiscale capita, anche alle aziende più organizzate: un F24 non inviato in tempo, un versamento IVA calcolato per difetto, una ritenuta versata in ritardo. La buona notizia è che l'ordinamento italiano offre uno strumento pensato apposta per questi casi: il ravvedimento operoso, che permette di regolarizzare spontaneamente l'errore pagando una sanzione ridotta invece di aspettare un accertamento.
Il funzionamento, però, non è così immediato come sembra: la sanzione dovuta cambia in base a quanto tempo è passato dalla scadenza, e va sommata a interessi calcolati giorno per giorno. In questa guida vedremo cos'è il ravvedimento operoso, quando si può utilizzare, come si calcola l'importo dovuto nel 2026 e un esempio pratico passo passo.
11 Agosto 2026
Non tutti gli imprenditori nascono con la liquidità necessaria per entrare in una società. Capita spesso, soprattutto nelle startup e nelle piccole imprese, che una persona voglia diventare socio non versando denaro, ma mettendo a disposizione il proprio lavoro, le proprie competenze o la propria professionalità. È qui che entra in gioco la figura del socio d'opera.
Si tratta di un istituto molto meno lineare di quanto sembri: funziona in modo diverso a seconda del tipo di società, e nella SRL porta con sé regole specifiche che è fondamentale conoscere prima di firmare l'atto costitutivo. In questa guida vedremo cos'è il socio d'opera, come funziona nella SRL rispetto alle società di persone, quali garanzie richiede la legge e come viene gestito dal punto di vista contributivo.
11 Agosto 2026
Un imprenditore che ha creato valore in anni di lavoro si trova, prima o poi, davanti a una domanda scomoda: cosa succede al patrimonio dell'azienda se qualcosa va storto? Un contenzioso con un fornitore, una crisi di settore, una lite tra gli eredi possono mettere a rischio beni che hanno richiesto una vita per essere costruiti.
Per questo motivo, sempre più imprenditori si informano su due strumenti che tornano spesso nelle consulenze fiscali e legali: il trust e la holding. Entrambi servono a separare e proteggere il patrimonio, ma funzionano in modo molto diverso e rispondono a esigenze differenti.
In questa guida vedremo cos'è il trust, come si distingue dalla holding, quando conviene l'uno o l'altro e perché, in alcuni casi, la soluzione più efficace è usarli insieme.
01 Luglio 2026
Il DURC irregolare è un problema che può bloccare pagamenti, appalti, agevolazioni contributive e rapporti di lavoro con clienti pubblici e privati. Per molte aziende, soprattutto nel settore edilizia, impiantistica, servizi e appalti, non avere il Documento Unico di Regolarità Contributiva in regola significa esporsi a conseguenze economiche e operative immediate.
Il DURC serve ad attestare che l’impresa è in regola con i versamenti nei confronti di INPS, INAIL e, quando previsto, Casse Edili. Quando emergono debiti, omissioni, errori formali o posizioni non allineate, il certificato può risultare negativo e l’azienda deve intervenire rapidamente per regolarizzare la propria posizione.
In questa guida vedremo: cos’è il DURC, perché può risultare irregolare, quali sono le conseguenze per l’impresa, cosa succede negli appalti pubblici e privati, come funziona l’intervento sostitutivo e quali passaggi seguire per tornare in regola.
01 Luglio 2026
Scegliere tra contabilità ordinaria e contabilità semplificata non significa solo decidere quanti registri tenere o quanto pagare il commercialista. È una scelta che incide in modo importante su come l’impresa: calcola il reddito, controlla i costi, pianifica le imposte e legge la propria situazione economica.
Nel 2026 la distinzione resta centrale per ditte individuali, società di persone e piccole imprese che devono capire se restare in un regime più snello o passare a una gestione contabile più completa. La semplificata è sicuramente meno complessa e adatta alle imprese minori che restano sotto determinati limiti di ricavi. L’ordinaria, invece, richiede più adempimenti, ma offre una visione molto più precisa dell’azienda.
Il punto non è stabilire quale regime sia il migliore in assoluto. La vera domanda è: quale regime è più adatto alla struttura, ai numeri e agli obiettivi dell’impresa? In questa guida vedremo differenze, limiti, vantaggi, svantaggi e casi in cui può convenire scegliere un regime rispetto all’altro.
28 Maggio 2026
Gestire una SRL comporta costi fissi, adempimenti annuali e spese professionali che l’imprenditore deve conoscere prima di scegliere questa forma societaria. A differenza di una ditta individuale o di un regime molto semplificato, la società a responsabilità limitata richiede contabilità ordinaria, deposito del bilancio, libri sociali, diritto camerale, supporto del commercialista e una gestione amministrativa più strutturata.
Non esiste però un costo unico valido per tutte le SRL. Una società semplice, con poche fatture e senza dipendenti, avrà costi molto diversi rispetto a una SRL con magazzino, personale, più soci, finanziamenti, operazioni estere o consulenze continuative. Alcune voci sono obbligatorie per tutte, come la tassa di vidimazione dei libri sociali o il diritto camerale, mentre altre dipendono dal volume e dalla complessità dell’attività. La tassa annuale di vidimazione, ad esempio, è pari a 309,87 euro se il capitale non supera 516.456,90 euro.
In questa guida vedremo quali sono i principali costi di gestione di una SRL nel 2026, quali spese sono davvero fisse, quanto può incidere il commercialista, quali costi si sostengono in fase di apertura e quando una SRL diventa conveniente nonostante una gestione più onerosa. L’obiettivo è aiutare l’imprenditore a distinguere tra costi inevitabili, costi variabili e scelte organizzative che possono ridurre sprechi senza esporsi a rischi fiscali.
28 Maggio 2026
Trasformare una ditta individuale in Srl è una delle scelte più importanti nella vita di un imprenditore. Non si tratta solo di un semplice cambio formale, ma di un vero salto di livello: si passa da una gestione personale dell’attività a una struttura societaria più solida, organizzata e protetta. Questa evoluzione è spesso legata alla crescita del business, all’aumento del rischio operativo o alla necessità di ottimizzare fiscalmente l’attività.
Uno dei motivi principali che spingono verso questa trasformazione è la volontà di separare il patrimonio personale da quello aziendale, riducendo l’esposizione ai rischi d’impresa. Allo stesso tempo, la Srl offre strumenti più evoluti per gestire la fiscalità, pianificare gli investimenti e dialogare con banche e partner. Tuttavia, il passaggio deve essere gestito con molta attenzione: esistono diverse modalità operative, e non tutte sono equivalenti dal punto di vista fiscale e legale.
In questa guida analizzeremo in modo chiaro: come trasformare una ditta individuale in Srl, quali sono i metodi disponibili, quali sono i costi da sostenere e quali gli errori da evitare per non compromettere la continuità dell’attività o subire un carico fiscale non necessario.