- Notaio o Commercialista? Le due procedure di cessione delle quote a confronto
- Verifiche preliminari: statuto, prelazione e gradimento
- L’iter burocratico: i passaggi dalla firma al deposito
- I costi della cessione quote S.r.l.: tasse fisse e onorari
- Costi fiscali e amministrativi fissi
- Onorari professionali
- Tassazione sulla vendita: come calcolare la plusvalenza
- Casi particolari: cessione al valore nominale o sotto costo
- FAQ – Domande frequenti
- Conclusioni
03 Febbraio 2026
La cessione di quote di una S.r.l. rappresenta uno dei momenti più delicati nella vita di una società. Può segnare l’ingresso di un nuovo socio, l’uscita di un partner storico, un riassetto familiare oppure una vera e propria operazione di exit imprenditoriale. In ogni caso, non si tratta mai di un atto puramente formale: dietro una cessione di quote ci sono implicazioni giuridiche, fiscali ed economiche che vanno conosciute e valutate con attenzione.
Negli ultimi anni la normativa ha reso questa operazione più semplice e accessibile rispetto al passato. Oggi, infatti, non sempre è necessario ricorrere al notaio: esistono procedure alternative, pienamente valide sul piano legale, che consentono di ridurre tempi e costi, se gestite da professionisti abilitati. Questo ha cambiato radicalmente l’approccio alla cessione delle partecipazioni nelle S.r.l.
Questa guida aggiornata al 2026 nasce per chiarire ogni aspetto relativo alla cessione di quote: come si fa, quali sono le procedure disponibili, quali costi bisogna sostenere e come funziona la tassazione sulla plusvalenza. L’obiettivo è fornire un quadro completo e senza semplificazioni fuorvianti, che sia di supporto nella pratica.
Notaio o Commercialista? Le due procedure di cessione delle quote a confronto

Uno dei primi dubbi che emergono quando si decide di cedere una quota è se sia obbligatorio il notaio. Per molti anni la risposta è stata sì, ma oggi la situazione è cambiata in modo significativo.
Dal 2008, grazie all’articolo 36 del D.L. 112/2008, la legge consente la cessione delle quote di S.r.l. anche senza atto notarile, utilizzando una procedura telematica con firma digitale. La cessione diventa più snella ma mantiene identici effetti giuridici.
Cessione delle quote tramite Atto notarile (procedura tradizionale)
L’atto notarile resta la forma “classica” di cessione. Il notaio redige un atto pubblico, verifica l’identità delle parti, controlla la legalità dell’operazione e provvede al deposito presso il Registro delle Imprese.
È una procedura sicura e strutturata, ma anche più costosa. Inoltre, in molti casi non è strettamente necessaria.
L’intervento notarile rimane obbligatorio solo in situazioni particolari, come:
- donazioni di quote
- costituzione di diritti di usufrutto
- presenza di vincoli specifici sul trasferimento
Cessione delle quote tramite commercialista (procedura semplificata)
Nella maggior parte delle cessioni ordinarie è possibile procedere tramite atto informatico, firmato digitalmente dalle parti e trasmesso telematicamente al Registro delle Imprese da un professionista abilitato.
Questa procedura:
- ha piena validità legale
- produce gli stessi effetti dell’atto notarile
- consente tempi più rapidi
- comporta costi professionali inferiori
Per questo motivo oggi rappresenta la soluzione più utilizzata nelle cessioni di quote di S.r.l., soprattutto quando l’operazione non presenta elementi straordinari.
Verifiche preliminari: statuto, prelazione e gradimento
Prima ancora di parlare di firma e costi, è fondamentale affrontare una fase spesso sottovalutata: la verifica dello statuto societario.
Non sempre, infatti, il socio è libero di vendere le proprie quote a chiunque e in qualsiasi momento.
Molti statuti prevedono clausole che limitano o regolano la circolazione delle partecipazioni, con l’obiettivo di tutelare l’equilibrio interno della società.
Diritto di prelazione
La clausola di prelazione impone al socio che intende vendere di offrire prima le quote agli altri soci, alle stesse condizioni economiche previste per il terzo acquirente.
La procedura prevede una comunicazione formale e un termine entro cui gli altri soci possono esercitare il loro diritto.
Se la prelazione viene ignorata, la cessione può essere impugnata o resa inefficace.
Clausola di gradimento
In altri casi lo statuto prevede che l’ingresso di un nuovo socio sia subordinato a un atto di approvazione da parte dell’assemblea o dell’amministratore.
Il gradimento può essere negato solo nei casi e nei modi previsti dallo statuto, ma rappresenta comunque un vincolo rilevante.
Queste verifiche sono essenziali perché una cessione effettuata in violazione delle regole statutarie può creare contenziosi futuri e blocchi societari.
L’iter burocratico: i passaggi dalla firma al deposito
Una volta accertata la possibilità di cedere le quote attraverso le verifiche preliminari, l’operazione segue un iter preciso, scandito da passaggi tecnici ben definiti.
Il primo step è la redazione dell’atto di cessione, che deve indicare:
- i dati completi di venditore e acquirente
- la percentuale di quote cedute
- il prezzo di vendita
- le modalità di pagamento
Segue la firma digitale delle parti, accompagnata da marcatura temporale, che attribuisce data certa all’atto.
L’atto deve poi essere registrato all’Agenzia delle Entrate entro 20 giorni, con il versamento dell’imposta di registro.
Successivamente viene depositato presso il Registro delle Imprese della Camera di Commercio competente.
È importante sottolineare che solo con il deposito camerale la cessione diventa efficace verso i terzi: da quel momento il nuovo socio risulta ufficialmente tale.
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I costi della cessione quote S.r.l.: tasse fisse e onorari

Un altro tema centrale è il costo complessivo dell’operazione. Anche in questo caso è utile distinguere tra costi obbligatori e costi professionali.
Costi fiscali e amministrativi fissi
Indipendentemente dalla procedura scelta, sono sempre dovuti:
- Imposta di registro: € 200 (importo fisso)
- Marca da bollo: € 15 o € 16
- Diritti camerali e di segreteria: in media tra € 90 e € 150
Questi costi non variano e rappresentano la base minima dell’operazione.
Onorari professionali
La differenza di spesa reale emerge sul fronte degli onorari:
- il notaio applica parcelle generalmente più elevate
- il commercialista abilitato offre una gestione più economica, mantenendo la stessa validità giuridica
Per questo motivo la procedura telematica consente spesso un risparmio significativo, soprattutto nelle cessioni semplici.
Tassazione sulla vendita: come calcolare la plusvalenza
Dal punto di vista fiscale, il tema principale riguarda la plusvalenza realizzata dal socio venditore.
La tassazione non colpisce il prezzo di vendita in sé, ma il guadagno effettivo rispetto al costo sostenuto per acquisire la quota.
Il calcolo è lineare:
Plusvalenza = Prezzo di vendita – Costo di acquisto o sottoscrizione
Su tale importo si applica un’imposta sostitutiva del 26%.
Esempio pratico
- Quota sottoscritta a: € 20.000
- Quota ceduta a: € 120.000
- Plusvalenza: € 100.000
- Imposta dovuta: € 26.000
L’imposta viene versata in sede di dichiarazione dei redditi, tramite modello F24.
Una corretta determinazione del costo fiscale della quota è fondamentale per evitare errori o contestazioni.
Casi particolari: cessione al valore nominale o sotto costo
In ambito familiare o tra soci storici capita spesso di voler cedere quote a valori simbolici o inferiori a quelli di mercato.
Queste operazioni sono ammesse, ma richiedono particolare attenzione.
L’Agenzia delle Entrate può verificare se il prezzo dichiarato è coerente con:
- il patrimonio netto della società
- la redditività
- il valore economico complessivo
In caso di scostamenti rilevanti, l’operazione può essere riqualificata come donazione indiretta, con conseguenze fiscali e sanzionatorie.
Per questo è sempre consigliabile affiancare la cessione a una valutazione preventiva.
FAQ – Domande frequenti
Posso vendere solo una parte delle mie quote?
Sì, la cessione può riguardare anche una partecipazione parziale.
Serve la presenza fisica per firmare?
No. Con la procedura telematica e la firma digitale è possibile operare a distanza.
Il coniuge deve firmare l’atto?
Solo se le quote rientrano in comunione dei beni.
Conclusioni
La cessione di quote di una S.r.l. oggi è sicuramente più semplice, veloce ed economica rispetto al passato, ma rimane comunque un’operazione giuridicamente e fiscalmente delicata.
Errori nella procedura, nello statuto o nella determinazione della plusvalenza possono generare problemi anche a distanza di anni.
Il Centro Studi Et De Milan è abilitato alla gestione telematica completa delle cessioni di quote. Offre un supporto integrato che comprende:
- verifica dello statuto
- redazione e deposito dell’atto
- calcolo corretto della tassazione
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