30 Giugno 2026
La figura del socio-amministratore è diffusa nel panorama imprenditoriale italiano.
Chi riveste contemporaneamente il ruolo di socio e di amministratore si trova spesso a dover scegliere quale è la soluzione fiscalmente più conveniente e più efficiente sotto il profilo finanziario, previdenziale e gestionale per trasferire risorse dalla società al proprio patrimonio personale.
Gli strumenti sono :
- il compenso per l'attività di amministrazione;
- la distribuzione dei dividendi;
- il trattamento di fine mandato (TFM).
I Commercialisti, gli Avvocati e i Consulenti del Lavoro del Centro Studi et de Milan sono a Sua disposizione per consulenze sui tre argomenti.
- Il compenso per l'attività di amministrazione.
Il compenso corrisposto all’amministratore costituisce un costo deducibile per la società ai fini Ires e un reddito imponibile per l’amministratore.
E’ indispensabile il verbale dei soci che deliberino preventivamente il compenso.
I Commercialisti e gli Avvocati del Centro Studi et de Milan si sono trovati spesso a controbattere in giudizio l'agenzia delle Entrate che riteneva di sindacare compensi anomali e sproporzionati rispetto alle dimensioni dell’attività esercitata o che riteneva funzionali al conseguimento di vantaggi fiscali indebiti..
- La distribuzione degli utili.
La distribuzione degli utili rappresenta una soluzione più semplice.
La tassazione avviene mediante applicazione dell’imposta sostitutiva del 26% e non comporta costi od obblighi contributivi.
Il principale limite di questo strumento è rappresentato dal fatto che i dividendi non sono deducibili dal reddito d’impresa e l’utile societario viene quindi integralmente assoggettato a tassazione Ires prima della sua distribuzione.
La distribuzione degli utili, però, non transitando nel conto economico come componente negativa di reddito, non incide sulla redditività aziendale e consente di preservare indicatori di bilancio utili nei rapporti con il sistema bancario o nell’ambito della partecipazione a procedure di gara.
- Il trattamento di fine mandato (Tfm)
Tra gli strumenti a disposizione del socio-amministratore merita particolare attenzione il Tfm che può rappresentare una soluzione interessante nell’ambito della pianificazione della remunerazione.
Dal punto di vista della società, gli accantonamenti effettuati al fondo Tfm sono deducibili per competenza; dal lato dell’amministratore, invece, la tassazione opera secondo il criterio di cassa e si realizza nel momento dell’effettiva percezione dell’indennità, potendo tra l’altro beneficiare del regime della tassazione separata, entro il limite di un milione di euro.
La presenza di un atto avente data certa anteriore all’inizio del rapporto costituisce però un requisito imprescindibile. Da qui l’esigenza di prestare particolare attenzione alle modalità di attribuzione del diritto al Tfm.
In un’ottica prudenziale, il verbale con la nomina dell’amministratore e la previsione dell’indennità dovrebbe essere trasmesso all’interessato immediatamente dopo la chiusura dell’assemblea, via pec. Solo successivamente il soggetto designato dovrebbe formalizzare l’accettazione dell’incarico, preferibilmente sempre mediante pec.
Una simile sequenza documentale consente infatti di dimostrare che il diritto al trattamento di fine mandato è stato attribuito prima dell’inizio del rapporto amministrativo.
Anche la determinazione dell’importo richiede particolare attenzione.
Pur non trovando applicazione le regole previste per il trattamento di fine rapporto dei lavoratori dipendenti, le Entrate e la Cassazione richiedono che l’ammontare del Tfm sia preventivamente determinato secondo criteri di ragionevolezza e congruità, coerenti con le dimensioni dell’impresa e con la sua effettiva capacità economica.
I Commercialisti e gli Avvocati del Centro Studi et de Milan La supportano per tutte queste pratiche.
Venga a trovarci nel nostro Studio in Milano, Piazzale Susa 11 (M4-Susa) fissando un appuntamento al numero 02 715591.