- Le novità fiscali del 2026: cosa cambia rispetto all’anno scorso
- Imposte sui Redditi (IRPEF e IRES): l’appuntamento estivo e autunnale
- Scadenze IVA 2026: liquidazioni periodiche e dichiarazione annuale
- Contributi INPS e Casse Professionali: il calendario previdenziale
- Altri adempimenti: CU, Modello 770 e IMU
- Cosa succede se salto una scadenza? Il ravvedimento operoso
- FAQ – Domande frequenti
- Conclusioni
04 Febbraio 2026
Per un imprenditore o un professionista, conoscere lo scadenziario fiscale significa ottenere una vera pace fiscale mentale: sapere in anticipo quando e quanto pagare consente di pianificare la liquidità, gestire il cash flow e prendere decisioni strategiche senza stress.
Il 2026 non fa eccezione: tra imposte sui redditi, IVA, contributi e adempimenti periodici, l’anno fiscale è scandito da appuntamenti ben precisi. Questa guida raccoglie tutte le scadenze fiscali principali del 2026, le spiega in modo chiaro e ordinato, e offre una visione completa per prevenire errori ed evitare le sanzioni.
Le novità fiscali del 2026: cosa cambia rispetto all’anno scorso
Prima di entrare nel calendario vero e proprio, è utile chiarire cosa cambia nel 2026 rispetto all’anno precedente. La Legge di Bilancio ha confermato diversi pilastri del sistema fiscale, introducendo però alcune novità operative rilevanti.
Resta confermato il regime forfettario, con aliquota agevolata al 5% per le start-up nei primi cinque anni e al 15% a regime. Rimane invariata anche la soglia di accesso a 85.000 euro, con fuoriuscita immediata dal regime in caso di superamento dei 100.000 euro di ricavi.
Dal punto di vista operativo, prosegue il rafforzamento dei controlli sui pagamenti elettronici, con il collegamento sempre più stringente tra registratori telematici e POS, attivo dal 1° gennaio. Questo aspetto ha impatti diretti su commercianti e attività al dettaglio.
Eventuali proroghe o misure straordinarie (come rottamazioni o definizioni agevolate) andranno valutate caso per caso, ma lo schema delle scadenze ordinarie resta stabile: è proprio su questo che conviene costruire una pianificazione consapevole.
Imposte sui Redditi (IRPEF e IRES): l’appuntamento estivo e autunnale

Le imposte sui redditi rappresentano il momento più delicato dell’anno fiscale per chi ha Partita IVA, sia in regime ordinario che forfettario.
La prima data cruciale è il 30 giugno 2026. Entro questa scadenza devono essere versati:
- il saldo delle imposte 2025;
- il primo acconto 2026.
È possibile posticipare il pagamento al 30 luglio 2026, applicando una maggiorazione dello 0,40%. In entrambi i casi è ammessa la rateizzazione, utile per alleggerire l’impatto sulla liquidità.
Il secondo momento chiave è il 30 novembre 2026, data del secondo acconto IRPEF o IRES. Questa scadenza è particolarmente insidiosa perché non è rateizzabile: l’importo va versato in un’unica soluzione. Proprio per questo motivo, è fondamentale accantonare le risorse necessarie già nei mesi precedenti.
Una corretta pianificazione fiscale serve soprattutto a evitare che questi due appuntamenti si trasformino in un problema finanziario.
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Scadenze IVA 2026: liquidazioni periodiche e dichiarazione annuale
Per chi opera in regime ordinario, l’IVA scandisce l’anno fiscale con una cadenza costante e rigorosa.
I contribuenti con liquidazione mensile devono versare l’IVA entro il giorno 16 di ogni mese, con riferimento al mese precedente. È una scadenza fissa che richiede attenzione continua.
Chi ha optato per la liquidazione trimestrale segue invece questo calendario:
- 16 maggio 2026
- 20 agosto 2026
- 16 novembre 2026
- 16 marzo 2027 (per il quarto trimestre)
A queste date si aggiungono altri due adempimenti fondamentali. Il primo è la Dichiarazione IVA annuale, da presentare entro il 30 aprile 2026. Il secondo è l’acconto IVA, con scadenza fissata al 27 dicembre 2026, spesso sottovalutato ma potenzialmente rilevante.
Infine, non vanno dimenticate le LIPE, le comunicazioni trimestrali delle liquidazioni periodiche IVA, che accompagnano i versamenti e completano il quadro degli obblighi informativi.
Contributi INPS e Casse Professionali: il calendario previdenziale
Accanto alle imposte, i contributi previdenziali rappresentano una voce centrale nella pianificazione fiscale.
Per artigiani e commercianti, l’INPS prevede quattro rate fisse annuali, indipendenti dal reddito:
- 16 maggio 2026
- 20 agosto 2026
- 16 novembre 2026
- 16 febbraio 2027
A queste si aggiungono eventuali contributi eccedenti, calcolati in sede di dichiarazione dei redditi.
Chi è iscritto alla Gestione Separata INPS segue invece le stesse scadenze delle imposte sui redditi, quindi giugno e novembre.
I professionisti iscritti a Casse previdenziali autonome (come Inarcassa o Cassa Forense) devono fare riferimento ai calendari specifici della propria cassa, che possono variare sensibilmente. In questi casi, è sempre consigliabile una verifica puntuale.
Altri adempimenti: CU, Modello 770 e IMU
Oltre a imposte e contributi, il 2026 prevede una serie di adempimenti spesso definiti “minori”, ma tutt’altro che trascurabili.
Il 16 marzo 2026 scade il termine per l’invio della Certificazione Unica (CU) relativa a dipendenti e collaboratori. È un adempimento che riguarda i sostituti d’imposta e che richiede precisione assoluta.
Il 31 ottobre 2026 è invece la data limite per la presentazione del Modello 770, che riepiloga ritenute e versamenti effettuati.
Per chi possiede immobili strumentali, restano confermate le scadenze IMU:
- 16 giugno 2026 (acconto)
- 16 dicembre 2026 (saldo)
Tenere traccia anche di queste date è essenziale per non incorrere in sanzioni che, con attenzione e pianificazione, possono essere evitate.
Cosa succede se salto una scadenza? Il ravvedimento operoso

Saltare una scadenza non significa automaticamente essere condannati a sanzioni elevate. L’ordinamento fiscale prevede il ravvedimento operoso, uno strumento che consente di rimediare spontaneamente agli errori pagando sanzioni ridotte.
Quanto prima si interviene, tanto minore è la sanzione:
- entro pochi giorni, la penalità è minima;
- con il passare del tempo, la penalità aumenta progressivamente.
La regola è semplice: agire subito. Contattare tempestivamente il proprio consulente consente di predisporre un F24 corretto, evitando così l’arrivo di avvisi bonari o accertamenti più onerosi.
FAQ – Domande frequenti
Se una scadenza cade di domenica, cosa succede?
Il termine slitta automaticamente al primo giorno lavorativo successivo, solitamente il lunedì.
Posso rateizzare il secondo acconto di novembre?
No. Il secondo acconto IRPEF/IRES è una delle poche scadenze non rateizzabili.
Le scadenze dei forfettari sono diverse dagli ordinari?
Sì e no. I forfettari non hanno IVA e LIPE, ma le scadenze delle imposte sui redditi e dei contributi restano le stesse.
Conclusioni
Conoscere lo scadenziario fiscale 2026 permette di trasformare gli obblighi in uno strumento di controllo, e non in una fonte di ansia. L’imprenditore deve concentrare tempo ed energie sul business; il tempo per le incombenze fiscali va gestito da chi lo conosce.
Centro Studi Et De Milan affianca imprese e professionisti nella pianificazione delle scadenze, nella gestione dei flussi finanziari e nella prevenzione degli errori. Delegare non significa perdere il controllo, ma guadagnare in serenità e in visione strategica.