10 Settembre 2026
Gentile Operatore del Terzo Settore,
alla luce della Circolare n. 7/2026 dell’Agenzia delle Entrate, il Centro Studi et de Milan approfondisce con Lei la disciplina degli Enti del Terzo Settore e del non profit, con focus su fiscalità, contabilità, rendicontazione e controlli:
10 Settembre 2026
Per decenni, chi voleva esercitare una professione regolamentata insieme ad altri colleghi aveva sostanzialmente una sola strada praticabile: lo studio associato. Un modello semplice, ma con un limite strutturale importante — nessuna vera soggettività societaria, responsabilità illimitata per ciascun professionista, incarichi affidati sempre alla persona fisica e non alla struttura. Dal 2013 esiste un'alternativa più moderna: la Società tra Professionisti (STP), che consente di esercitare la professione con una vera e propria veste societaria, capitale sociale, responsabilità limitata (a seconda della forma scelta) e una governance strutturata.
Dal 3 gennaio 2026, inoltre, le regole che disciplinano chi può controllare una STP sono cambiate in modo significativo, rendendo questo strumento ancora più accessibile per molti studi professionali che prima trovavano il vincolo di governance troppo rigido. In questa guida vedremo cos'è davvero una STP, come funziona rispetto al più tradizionale studio associato, quali sono le novità 2026 e come si costituisce concretamente.
09 Settembre 2026
Carissimo Imprenditore,
il nostro Centro Studi et de Milan con i suoi Consulenti del Lavoro, La aspetta come Cliente per la gestione delle buste paga dal 1 gennaio 2027.
07 Settembre 2026
Carissimo Imprenditore,
il Centro Studi et de Milan ed i suoi professionisti Commercialisti, Revisori, Consulenti del Lavoro ed Avvocati è da sempre al fianco delle Aziende, offrendo assistenza e consulenza anche nelle principali problematiche fiscali, societarie e giuridiche.
02 Settembre 2026
Gentile operatore del Terzo Settore,
le linee di indirizzo ci confermano importanti risorse a sostegno del Terzo Settore.
02 Settembre 2026
Quando un imprenditore vuole trasferire temporaneamente la gestione della propria attività — per una crisi da superare, un passaggio generazionale da testare prima di renderlo definitivo, o semplicemente per non vendere subito qualcosa che ha costruito in anni di lavoro — esiste uno strumento spesso meno conosciuto della più diffusa cessione d'azienda: l'affitto d'azienda.
A differenza della cessione, l'affitto non comporta un trasferimento di proprietà, ma solo la concessione temporanea della gestione dietro pagamento di un canone. È uno strumento flessibile, ma con regole precise da rispettare e alcuni rischi concreti da valutare prima di firmare. In questa guida vedremo come funziona, quali obblighi comporta per chi prende in affitto l'azienda, cosa succede a debiti, crediti e dipendenti, e quali sono le differenze pratiche rispetto alla cessione d'azienda.
02 Settembre 2026
Chi decide di strutturare un'attività sportiva dilettantistica — una scuola calcio, una palestra, un centro yoga, un'associazione di volontariato sportivo — si trova quasi subito davanti a una scelta che condizionerà per anni la gestione fiscale, amministrativa e patrimoniale dell'ente: ASD o SSD? Le due sigle vengono spesso usate come se fossero intercambiabili, ma dietro nascondono due forme giuridiche profondamente diverse, con implicazioni molto concrete su responsabilità, costi e possibilità di accesso alle agevolazioni fiscali.
A complicare ulteriormente il quadro, la Riforma dello Sport (D.Lgs. 36/2021 e successivi correttivi) e l'introduzione del RASD, il nuovo registro nazionale che ha sostituito il vecchio Registro CONI, hanno cambiato in modo sostanziale le regole del gioco negli ultimi anni. In questa guida vedremo cos'è un'ASD, cos'è una SSD, quali sono le differenze principali, come funziona oggi il regime fiscale agevolato e quale forma conviene scegliere in base alla propria realtà.
02 Settembre 2026
"Possiamo dare i buoni pasto anche ai nostri collaboratori con Partita IVA?" È una domanda che arriva sempre più spesso da aziende che lavorano con consulenti esterni, collaboratori continuativi o freelance stabilmente inseriti nell'organizzazione, e che vorrebbero estendere loro lo stesso trattamento riservato ai dipendenti.
La risposta, però, non è un semplice sì o no: dipende dalla natura del rapporto di collaborazione, e questo è esattamente il punto su cui la maggior parte dei contenuti disponibili online genera confusione, spesso mescolando due situazioni fiscalmente molto diverse. In questa guida vedremo quando un'azienda può davvero dare buoni pasto a un collaboratore con Partita IVA, come funziona per il libero professionista "puro", e come strutturare correttamente questo benefit senza incorrere in contestazioni.
02 Settembre 2026
C'è un'idea diffusa, e sbagliata, secondo cui il Codice della Crisi d'Impresa riguardi solo le aziende già in gravi difficoltà, vicine al fallimento. In realtà, dal 2019 la normativa impone a ogni imprenditore che operi in forma societaria o collettiva — quindi anche a una piccola SRL familiare, non solo alle grandi società — un obbligo che troppo spesso viene ignorato fino a quando non è troppo tardi: dotarsi di un sistema capace di far emergere i segnali di difficoltà prima che diventino irreversibili.
Non si tratta di un adempimento burocratico in più da spuntare, ma di un vero e proprio dovere di legge, la cui violazione può avere conseguenze dirette sulla responsabilità personale degli amministratori. In questa guida vedremo cosa prevede l'art. 2086 del Codice Civile, quali sono i segnali di allarme che la normativa individua per riconoscere una crisi in tempo utile, e quale strumento oggi permette di reagire prima che la situazione degeneri.
02 Settembre 2026
In quasi ogni azienda esiste una figura che, nella pratica quotidiana, incide sulla sicurezza sul lavoro più di chiunque altro — eppure è anche una delle meno comprese, spesso confusa con il datore di lavoro o con l'RSPP. Parliamo del preposto: la persona che, ogni giorno, si trova fisicamente accanto ai lavoratori, vigila sul rispetto delle procedure e, dal 2021, ha anche il potere concreto di fermare un'attività pericolosa.
Capire con precisione chi è il preposto, quali obblighi ha e in cosa si distingue dalle altre figure della sicurezza non è un esercizio teorico: dalla riforma del 2021, il datore di lavoro ha l'obbligo esplicito di individuarlo formalmente, pena sanzioni dirette. In questa guida vedremo la definizione di legge, i compiti previsti dall'art. 19 del D.Lgs. 81/08, le novità normative più recenti e le differenze rispetto a RSPP e datore di lavoro.